Una nuova rinascita per i Godspeed You! Black Emperor

Godspeed_You!_Black_Emperor_-_Asunder,_Sweet_and_Other_Distress

 

Può un disco di soli quattro pezzi della durata complessiva di oltre quaranta minuti definirsi rock? La risposta istintiva è no, ma siccome parliamo dei Godspeed You! Black Emperor, occorre affrontare la questione da un’altra prospettiva.

La prospettiva di un gruppo che ha fatto del post-rock, della contaminazione e della dilatazione dei brani la propria bandiera, al punto che quasi tutti i loro precedenti lavori sono costituiti da doppi album.

Ecco, quindi, che trovarsi di fronte a “soli” quaranta minuti di musica, e pur in presenza di una traccia (la conclusiva “Piss Cronws are Trebled”) della durata di tredici, è quasi spiazzante.

Se a questo aggiungiamo la completa assenza (per la prima volta dagli esordi) di spoken-word, ci rendiamo conto di come la band canadese abbia davvero deciso di provare a sorprenderci.

Asunder, Sweet And Other Distress” si presenta come un unico incessante flusso – nel quale viene in parte rielaborato un brano già noto ai fan del gruppo nella stesura live intitolata “Behemoth” – che parte con “Peasantry Or ‘Light! Inside Of Light!’”, un brano dalle atmosfere doom, con rullanti di batteria e archi affilati come metallo che marciano verso leggere digressioni ed evoluzioni dall’insolito pathos armonico, in cui spiccano riff “sabbathiani”.

Proseguendo nell’ascolto si nota come le dissonanze siano più tenui che in passato e apparentemente tranquillizzanti, come in “Asunder, Sweet”, che resta in bilico tra malinconia e depressione finché drone e corrosioni di violini non infondono un lieve disagio timbrico che confluisce nel lungo ed epico finale di “Piss Crowns Are Trebled”, il brano più assimilabile alla precedente produzione del gruppo.

Lambs’ Breath” sembra costituire il nuovo punto di partenza per una sintesi sonora più solenne, tra nebulose di droni, ambient nero-pece ed elettroacustica cangiante.

Ci auguriamo che con questo lavoro – in cui la chitarra suona come una chitarra, il basso è un basso, gli organi sono organi, i violini sono violini, la batteria è una batteria e i droni sono droni – la musica dei Godspeed You! Black Emperor possa finalmente cessare di essere considerata artefatta e insolita, ma considerata per quello che davvero è, ovvero un rock naturale, quasi classico.

Già, perché in “’Asunder, Sweet And Other Distress’” tutto è più a fuoco e meno pretenzioso che in passato, ed è questa la migliore notizia per i fan della band canadese.

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