VITERBESE-ALESSANDRIA, PRIMO ATTO

Da pochi minuti il triplice fischio dell’arbitro ha sancito la fine del primo dei tre atti che vedono come protagoniste l’Alessandria e la Viterbese. I due allenatori, Marcolini e Sottili, in vista della finale di andata di coppa Italia che si giocherà mercoledì prossimo sempre a Viterbo, hanno giocato perlopiù a nascondersi, a mescolare le carte, mandando in campo formazioni largamente rimaneggiate e zeppe di seconde linee. Ne è scaturita una partita scialba, noiosa, senza squilli, piatta. Se escludiamo infatti i due gol (uno su rigore) non si ricordano tiri effettuati nello specchio della porta, con i due portieri praticamente inoperosi. Un punto a ciascuno, che non fa male a nessuno e mantiene inalterate le posizioni di classifica. Mercoledì sarà tutta un’altra storia, sarà partita vera con i titolarissimi in campo e con una cornice di pubblico certamente più numerosa e rumorosa dello sparuto pubblico presente oggi sugli spalti dello stadio laziale. Una nota a margine della partita va fatta per il campo da gioco. Visto dalla tv, appariva infatti in pessime condizioni, con l’erba decisamente troppo alta, ampie zone secche, pieno di gibbosità e irregolarità del terreno. Per la finale di coppa questo può rappresentare un serio problema, ben più della Viterbese, apparsa ad onor del vero ben poca cosa. Se i grigi, giocano da grigi, non ci sarà partita. Solo se accetteranno il clima da battaglia, già intravisto in parte oggi e che inevitabilmente i giocatori della Viterbese butteranno in campo, allora i grigi potrebbero andare incontro a qualche difficoltà essendo più tecnici e meno battaglieri dei loro dirimpettai. L’altra nota negativa, che ci consegna questa gara sono le nostre cosiddette “riserve”. Oggi avevano la grande occasione per mettere in difficoltà il loro mister nello stilare l’11 titolare da mandare in campo ed invece sono naufragati miseramente nella loro pochezza tecnica e mentale. Da questa gara, finta e mascherata, infatti, possiamo trarre alcune certezze: giocatori come Chinellato, Lovric, Kadi e Russini non possono venire considerati giocatori “da Alessandria”. Molte volte ed in qualunque serie o campionato, abbiamo osservato giocatori diciamo tecnicamente poco validi far fronte alle loro carenze gettando in campo cuore, grinta e abnegazione. Oggi di tutto questo non si è visto neanche l’ombra. La cosa che fa più specie è che tre dei quattro giocatori succitati sono arrivati nel cosiddetto mercato di riparazione a gennaio, quando di solito le squadre ambiziose cercano di rinforzarsi e non di indebolirsi. Ma tant’è, fino a fine stagione ce li dobbiamo tenere. A gennaio, non mi stuferò mai di ripeterlo andava acquistato un vero attaccante, per il quale Marconi doveva essere non più di una valida alternativa. Si è acquistato Chinellato, che tutto può essere tranne che un vero rinforzo, se mai, solo una alternativa (non tanto valida) al citato Marconi. Vedere poi, per ben due volte, entrare Russini al posto di Gonzalez (Lucchese e Arzachena), ed essere dichiarato di fatto la sua prima alternativa, mi fa accapponare la pelle. Purtroppo, mi duole ammetterlo ma dietro ad un gruppo di 12-14 possibili titolari c’è il vuoto. Se per la vittoria della coppa Italia questo potrebbe anche essere un “non problema”, per il campionato, a gioco lungo, potrebbe diventare uno scoglio insormontabile. I tifosi infatti aspettano oramai la serie cadetta come un assetato aspetta un sorso d’acqua e vincere la coppetta minore non potrà certo placare questa arsura. Prepariamoci ad un altro mese di giugno di passione e sofferenza…altrimenti non saremmo i grigi. Nonostante tutto, se con la gestione Stellini non avessimo gettato al vento tre mesi e aperto un solco in classifica incolmabile, oggi staremmo qui a raccontare un’altra storia. La pochezza di questo campionato è disarmante e le prime della classe fanno a gara per non vincerlo, bastava essere “normali” quest’anno e forse si sarebbe potuto lottare per qualcosa di molto importante. Con i se e con i ma non si va da nessuna parte, ma l’ostinarsi su di un allenatore (Stellini) inviso da tutti, giocatori e tifosi, è stato un atto di presunzione che si è pagato a caro prezzo. La speranza è che dagli errori si impari e si riparta nella giusta direzione…ma sono cinque anni che oramai diciamo sempre le stesse cose…SPERUMA BEN.

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